Milano

 

 

Grigi i palazzi della sua città

e inerte il suo cielo povero di stelle.

Grigie le stanche periferie

e le persone

gli uffici

e i tetti delle case

la polvere nei giardini...

 

Lui bimbo cinereo pedalava nei viali

sull’automobilina presa a nolo,

in passato vestita di scarlatto

ma ora triste e spenta

nel rimpianto del suo colore antico.

 

Grigia era la sua città

e l’aria e i visi amati

e meste le canzoni

e il dialetto strascicato

rimasto spoglio dell’arcaica ironia.

 

E poi grigi i suoi sogni

d’adolescente pallido

incapace d’amore:

solo piccoli sussulti

subitamente spenti.

 

Col tempo il suo respiro

di svuotato colore

si è imbevuto,

miseramente contagiandolo

di perduta malinconia.

 

Per questo l’ha lasciata

la sua grigia città,

ma a che serve la distanza

se - è l’anima -

che è malata?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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