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"Povera gente" di F.Dostoevskij Teatro Politecnico, Roma 1976 |
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Riduzione teatrale di Liù Bosisio e Peppino Venetucci |
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Nel 1976 ebbi un'idea: scrivere una riduzione per il teatro di "Povera gente" che Dostoevskij scrisse quando aveva solo 23 anni. E' la storia della corrispondenza fra due poveri dirimpettai: Makar e Varinka, lui innamorato di lei, Varinka invece già proiettata in un bisogno assoluto di libertà e indipendenza. Io amavo moltissimo questo autore: conoscevo tutte le sue opere, i suoi editoriali, i diari... e così ne parlai con Peppino Venetucci che avevo conosciuto l'anno precedente durante la messinscena dei "Menecmi" di Plauto per la riapertura dell' anfiteatro romano di Ostia Antica: (non ho nessuna foto di quello spettacolo)... Ci mettemmo al lavoro e dopo alcuni mesi di studio e scrittura, il testo era pronto. Lo depositammo alla SIAE e poco tempo dopo ci venne naturale pensare di rappresentarlo. E così fu. Andammo in scena al Politecnico di Roma nel mese di maggio (mese sfortunato per il teatro, il tempo è bello e la gente non ama rinchiudersi in uno spazio ristretto). E così di pubblico ne venne poco, ma la "critica" fu benevola. Il critico teatrale e ordinario di Lingua e Letteratura Russa all’Università di Roma. Angelo Maria Ripellino, ebbe parole molto lusinghiere per noi, sia per la riduzione, che per l'interpretazione e la regia, che era di Peppino Venetucci. Insomma: anche questa fu un'esperienza bella e entusiasmante che mi costò in fatica, sonno e denaro... ma che poi fu ricompensata quando la RAI ci invitò a registrarla negli studi radiofonici di Firenze. Fu trasmessa quattro o cinque volte da Rai 1, e ogni volta percepimmo, quali autori, una bella sommetta consolatoria.
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