|
Amicizia
Si erano incontrati all’angolo di quella
strada, come ogni sera.
E come ogni sera, si erano guardati un
istante negli occhi, senza parlare.
Poi hanno
cominciato a camminare lentamente, con passo eguale, le
mani sprofondate nelle tasche dei cappotti, i baveri
rialzati contro il freddo che addentava
le nuche...
Sempre così, loro due, non avevano più
bisogno di parole.
Camminavano e basta, uniti nella
sincronia dei passi e dalle spalle che si sfioravano
appena.
A tratti, uno dei due si fermava ad
accendere una sigaretta, il busto controvento, le mani
raccolte a proteggere la fiamma. Poi offriva la brace
all’altro…
La lunga periferia scorreva ai loro
fianchi.
Pochi lampioni lividi a illuminare il
percorso…
Una bruma densa galleggiava sul catrame
dell’asfalto avvolgendo i loro passi…
Più avanti, cassonetti della spazzatura
trasbordavano sacchetti di plastica stracolmi. A terra,
tutto intorno, resti di mediocri cucine suburbane.
Non c’era in giro nessuno.
Camminavano silenziosi, ognuno immerso
nei pensieri dell’altro.
La lontana complice giovinezza… i sogni a
cui avevano rinunciato da un pezzo, nemmeno più la
settimanale partita a calcetto…
E poi il lavoro…il mutuo, i figli…
Un bar al neon per bere l’ultimo caffè…
il cucchiaino che gira nella tazzina più del necessario…
la sorsata calda giù per la gola…
Uno sguardo d’intesa, un sommesso
“buonasera” al barista, e di nuovo fuori in quel
novembre così uguale a tanti altri.
Un lungo giro per arrivare alla stazione,
lo sguardo ai treni che vanno non importa dove, e la
struggente voglia di fare un balzo e lasciarsi andare…
Di nuovo fuori, ma più stanchi… La
cognizione del disinganno, del larvato senso del dovere…
dei legami che stracciano il cuore.
E intanto eccoli di nuovo all’angolo di
quella strada, immobili, uno davanti
all’altro…Un’occhiata intensa, un muto cenno d’assenso…
Poi una pudica pacca sulla schiena… un rientrare nelle
spalle… e il lento ritornare di ognuno alla propria
casa.
Sino a domani sera, stesso angolo, stessa
strada.
|