"Orestèa"

di Eschilo - 1972


Orestèa - Agamennone - (io)

Orestèa: Eumenidi -  (da sin. Massimo Foschi, io, Maria Grazia Marescalchi, Miriam Acevedo e, di spalle, Glauco Mauri).

Luca Ronconi nel 1972 mise in scena l' Orestèa di Eschilo.

Spettacolo colossale (della durata   di 6 ore), la triologia è composta da tre  parti: "Agamennone", "Coefore" ed "Eumenidi".

Debuttammo a Venezia in occasione del XXXI Festival del Teatro di Prosa con il patrocinio del Comune di Roma., al Casinò Municipale del Lido.

Come tutti gli spettacoli di Ronconi, anche "Orestèa" fece molto scalpore. Critici e pubblico  affascinati o sbigottiti., divisi in due fazioni: chi ne parlava al superlativo e chi lo denigrava.

Dopo il debutto ci fu una sospensione degli spettacoli   della durata di dieci giorni: il peso della scenografia era tale che una colonna del Casinò si era incrinata con grave rischio per tutto l' edificio.

Fummo traferiti (baracca e burattini, è proprio il caso di dirlo) all'Arsenale, spazio tra l'altro, assai affascinante.

Certo lo spettacolo era molto complesso.     

Costruito in una struttura tale che poteva ospitare solo 300 spettatori alla volta per assistere all'evento.

Intorno all'azione che si svolgeva centralmente, una serie di panche di legno accoglieva il pubblico.

 La recitazione, se pur superlativa, era di difficile comprensione così sillabata com'era, come da voci astratte che arrivavano da un tempo antico. 

E la durata: 6 ore come già detto sopra.

 Insomma: un compito improbo sia per noi attori,  sia per chi assisteva.

A parer mio, comunque, uno spettacolo a cui è valsa la pena  partecipare.